2018 - Anno Giubilare Aloisiano

450 anni dalla nascita di San Luigi Gonzaga, patrono mondiale dei giovani

Il Coraggio del futuro. Nuovo Umanesimo e cittadinanza globale.

I grandi temi dell’educazione declinati attraverso i nuovi licei del Gonzaga: il liceo classico quadriennale e il liceo internazionale IB

 “Voi, giovani, il futuro è nelle vostre mani! Vi chiedo di essere costruttori del mondo”. Papa Francesco

“Quali sono le sfide dell’educazione del futuro? Quale saranno i percorsi formativi più efficaci per permettere ai nostri figli di abitare l’avvenire? Domande impegnative e che pochi hanno il coraggio di affrontare in un tempo di incertezze e rapidi cambiamenti.

Sono queste le domande sulle quali verterà la riflessione e il dibattito durante l’incontro del 31 maggio. “Si tratta di domande importanti che vogliamo provare a fare uscire da un dibattito interno e in scolasticheseper interrogarci sulle sfide che attendono i giovani che si affacciano al futuro e gli adulti che hanno il compito di accompagnarli con responsabilità verso il mondo che ci attende”  dichiara P. Vitangelo Carlo Maria Denora, direttore Generale dell’Istituto Gonzaga presentando un evento che mette insieme grandi temi educativi ed esperienze pratiche di percorsi liceali lanciate dal nostro istituto.

La riflessione sarà condotta a partire dalla proposta educativa dei Gesuiti nel mondo, rappresentata dal massimo esponente in tema di educazione: Padre Jose Maria Mesa s.j., segretario mondiale dell’Educazione della Compagnia di Gesù, responsabile di una rete di circa 2000 collegi nel mondo, con un’apprezzata presenza educativa in più di 60 paesi.

Parafrasando le parole del P. Generale, P. Arturo Sosa s.j., per la Compagnia di Gesù “Il rinnovamento è un compito permanente nel campo educativo. Dobbiamo essere sempre un passo avanti a quanto oggi conosciamo e immaginiamo. I nostri modelli educativi devono preparare i giovani per il futuro: non possiamo utilizzare dei modelli educativi in cui noi ci sentiamo a nostro agio. Tocca a noi creare modelli nuovi. Non dobbiamo avere paura”. (dal discorso tenuto a  Rio de Janeiro 2017).

Tra le sfide del futuro ne abbiamo selezionate due che appaiono all’orizzonte e che ruotano intorno a due aspetti chiave della formazione del futuro:nuovo umanesimo e cittadinanza globale.

Sembra paradossale, ma per il futuro sembrano proprio servire quelle competenze legate ai percorsi umanistici propri della tradizione Gesuita ed italiana. Occorre indubbiamente avere uno sguardo all’attualità e una lettura dei fenomeni sociali ed educativi di ampio respiro e di lungo periodo per cogliere questa incredibile attualità. Ed è proprio questo il coraggio che ci viene richiesto e che oseremo il 31 maggio.

Gli studi recenti mettono in luce che la complessità attuale e la rapidità dei cambiamenti che viviamo e vivremo richiedono più che conoscenze tecniche specifiche (che invecchiano rapidamente e non ci permettono di affrontare le sfide del futuro), competenze ampie e trasversali che sono il volto di quello che potremo definire un umanesimo 4.0.

Tra queste competenze proprio quelle che si attribuiscono generalmente ad una buona formazione umanista e classica: il pensiero critico, l’orientamento nella complessità, la consapevolezza della propria umanità, le competenze per vivere insieme in un mondo più grande e interconnesso.

Nel dibattito degli ultimi anni, in particolare sul liceo classico, si sono levate le voci più autorevoli per sostenere l’attualità di un indirizzo che ha corso il rischio di sembrare moribondo: Prepara alle professioni del futuro (Umberto Eco), insegna a ragionare e a resistere (Luciano Canfora), e questo perché grazie alle “lingue morte” propone “veri problemi da risolvere ” e non semplici “esercizi da eseguire” (Dario Antiseri)…e molte altre.

Non dunque saperi specifici e nozionistici ma criteri di orientamento, di discernimento, competenze per la vita e soft skills per affrontare il cambiamento che già mette in crisi le tradizionali professioni e i modi abituali di vivere il mondo. Questa è le sfida del nuovo umanesimo!

I Gesuiti a livello mondiale propongono proprio questa lettura “Dato l’avvento dell’intelligenza artificiale, la rivoluzione industriale 4.0 e le sue implicazioni per l’esperienza umana e i cambiamenti delle condizioni sul posto di lavoro, spetta alle nostre scuole essere radicate nell’educazione umanistica gesuitaper la quale sono sempre state conosciute. (dall’Action Statement di Rio de Janeiro – 2017

Altra sfida che si impone nello scenario educativo è quella legata alla cittadinanza globale: il mondo con il quale ciascuno si confronta si fa sempre più grande e interconnesso e le sfide sempre più globali. L’incontro tra le culture e una educazione interculturale costituita, si, di conoscenze linguistiche ma anche e soprattutto di apertura mentale e di solidarietà, sono oggi gli elementi indispensabili per affrontare le sfide del futuro.

La Compagnia di Gesù a livello internazionale dice con forza: “La nostra rete internazionale di scuole si trova in una posizione privilegiata per educare cittadini del mondo che potranno partecipare alla globalizzazione della solidarietà, della cooperazione, e della riconciliazione, una globalizzazione cioè che rispetta pienamente la dignità e la vita dell’uomo e del Creato. Il nostro impegno a lavorare in rete come corpo universale, unitamente alla nostra chiamata ad essere alle frontiere, deriva dalla consapevolezza che il mondoe il nostro desiderio di aiutare gli studenti in modo efficace si trovino di fronte a sfide di portata globale”. (Vision di Boston – 2012)Per questo “Abbiamo enormi possibilità di incoraggiare la speranza nel mondo, contribuendo alla formazione di uomini e donne giusti, veri cittadini del mondo, capaci di generare il dialogo e la riconciliazione tra i popoli e di questi con la creazione.La Compagnia si aspetta veramente l’impegno di tutti per progredire nella costruzione e nel consolidamento di una rete globale di scuole con un programma comune al servizio della riconciliazione e della giustizia.” (P. Arturo Sosa, Rio De Janeiro – 2017).

In questa chiave esiste un protocollo di intesa tra le scuole dei Gesuiti e l’International Baccalaureate Organization-IB in cui si sottolinano le convergenze educative visto che “the aim of the IB is to develop inquiring, knowledgeable and caring young people who help create a better and more peaceful world throught intercultural understanding and respect”

 In questo quadro più ampio di ricerca del futuro e del contributo della Compagnia…. Quali le risposte concrete dei Gesuiti a Palermo di fronte a queste sfide? Quale l’elaborazione nella identità e nella missione del Gonzaga di oggi? 

Il Gonzaga,già premiato lo scorso anno come miglior liceo classico di Palermo dalla Fondazione Agnelli, ha deciso di andare oltre e di investire ulteriormente nella promozione di una nuova cultura umanista non solo confermando il suo liceo classico quinquennale ma presentando e promuovendo …. Il liceo classico quadriennale: “un liceo classico in 4 anni- dichiara il coordinatore didattico P. Eraldo Cacchione s.j –  con una didattica laboratoriale altamente immersiva nel mondo classico, che mette al centro le competenze umaniste per il futuro. Un liceo che fornisce competenze ampie, attitudine al pensiero critico, strumenti per comprendere l’animo umano e le diverse identità culturali, indispensabili per affrontare la complessità del mondo di oggi e di domani”.

Accogliendo anche la seconda sfida Il Gonzaga apre nel prossimo anno scolastico il Liceo Internazionale, high school IB nell’ambito del Gonzaga- ISP (proprio sulla base del protocollo di intesa tra le scuole dei Gesuiti e l’International Baccalaureate).

Infatti il Gonzaga dieci anni fa ha fondato al suo interno l’International School Palermo, scuola internazionale che vuole preparare i giovani alla comprensione e il rispetto delle differenze che arricchiscono il mondo, fornendo loro le competenze per essere cittadini del mondo; affrontare studi universitari e professioni che li condurranno a relazionarsi con contesti internazionali e interculturali; portare il proprio contributo personale e responsabile alla costruzione di un futuro di pace e di cooperazione. “Sogno che il nostro liceo IB a Palermo sia al servizio delle sfide di integrazione e interculturalità presenti in Sicilia, per rinnovare la vocazione di una terra ricca di incontri e scontri tra culture, generativi di una splendida sintesi che oggi si apre al futuro” dichiara P. Vitangelo C.M. Denora che è anche direttore dell’ISP.

L’incontro che si svolgerà al Gonzaga sarà articolato in orizzonti teorici ed esperienze pratiche. Nella parte dedicata agli orizzontiP. Mesa parlerà dell’educazione del futuro dal punto di vista dei Gesuiti e il Prof. Micari della sfida umanista della formazione liceale. Si parlerà poi di esperienzedel Gonzaga: il progetto concreto del liceo classico quadriennale e la sua elaborazione esposto dal coordinatore P. Eraldo Cacchione e l’efficacia di una formazione internazionale presentata da due studenti che hanno frequentato la scuola internazionale IB dei Gesuiti di Stonyhurst.

Infine si darà seguito all’iniziativa del Gonzaga di istituire delle borse di studio per questi suoi due indirizzi innovativi conferendo due borse di studio per il classico quadriennale e due per il liceo internazionale a due studenti meritevoli appartenenti a famiglie di migranti, integrate nel tessuto sociale palermitano.

Per tutti coloro che vogliono partecipare è prevista, a seguire, la premiazione delle eccellenze della secondaria di primo grado dell’Istituto Gonzaga.

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